Qual è il punto di forza del ricostruire oggetti iconici del Design tramite modelli reali anziché modelli tridimensionali o disegni?

Al di là delle considerazioni sul fatto che il modello reale permette una migliore comprensione dell’oggetto nelle sue caratteristiche materiche e dimensionali, ci si dimentica spesso una caratteristica fondamentale e forse la più difficile da sopperire con altri strumenti, anche con le più moderne tecnologie di rappresentazione virtuale. Questa caratteristica del modello fisico, che è anche un potentissimo strumento didattico, si potrebbe così sintetizzare:

 

I disegni non cadono…

 

…ovvero tutte le rappresentazioni “virtuali”, disegni CAD o a mano, bidimensionali o tridimensionali che siano, non interagiscono con il mondo esterno, sono a-fisici e in particolare non hanno peso e non vanno alla ricerca di  una “condizione di equilibrio” nello spazio. Grande assente in tutte le forme di rappresentazione e di restituzione grafica del progetto è la forza di gravità.

 

Anche per questo motivo una delle caratteristiche fondanti del modello didattico di HAD è quella di ripercorrere oggetti iconici del Design in tutte le sue fasi realizzative e costruttive, fornendo agli studenti i modelli degli oggetti analizzati scomposti nelle loro parti e lasciandoli procedere poi a ri-assemblaggio pezzo per pezzo.

Questa fase di assemblaggio e questo insolito rapporto con le singole parti che compongono il prodotto analizzato, solitamente visto e studiato nella sua configurazione statica e formale finale, pone lo studente a fare i conti con l’inesorabile presenza di quella forza di gravità che porta i singoli elementi a non stare in piedi da soli e a cadere, inducendo lo stesso studente a cercare e comprendere empiricamente le caratteristiche geometriche e fisiche dei componenti singoli ma anche a indagare sulla capacità e le modalità di interazione che le singole parti hanno tra di loro riuscendo a dare coerenza statica e formale al tutto.

Questo inesorabile cadere delle cose con cui lo studente non può relazionarsi nei  disegni o modelli tridimensionali che siano, restituisce e rende lampante l’importanza del  tema della Costruzione nel Design, intesa non come semplice giustapposizione di parti ma come  successione logica e progettata di azioni in risposta ai fattori esterni dettati dalla realtà fisica degli oggetti.

Proprio come in Architettura questa sorta di cantiere, ovvero questo susseguirsi di azioni logiche, movimenti e strumenti che permettono la corretta costruzione dell’oggetto, costituisce una sorta di “progetto latente” presente, e in alcuni casi fondativo, di ogni oggetto di Design.

 

Ad Arkeda 2018 faremo delle brevi riflessioni su quanto sia importante ed emozionante per il Design  questa  strana forza che ci tiene coi piedi per terra. L’intervento si intitola  “Da Galileo a Gio ponti. Brevi riflessioni sulla forza di gravità”.

Vi aspettiamo Venerdi 30 Novembre – Teatro delle Idee – ore 18.00- Mostra d’oltremare di Napoli.